Ricettività extralberghiera: quale strada percorrere dopo la pandemia?

Gli ultimi due anni hanno provocato l’accelerazione di alcuni nuovi trend della domanda turistica, proprio perché sorprendentemente allineati con le problematiche e i bisogni conseguenti determinati dalla pandemia.


Ecco allora il successo crescente dei piccoli borghi storici, che affascinano sì per il loro ricco patrimonio culturale, ma offrono anche un approdo sicuro alla voglia di distanziamento, un contraltare alle destinazioni “maggiori”, alle cosiddette città d’arte, mete del turismo di massa, che hanno subito un calo significativo. Spesso si preferisce visitarli o soggiornarvi in periodi non canonici, lontani dai picchi dell’alta stagione estiva e invernale, rafforzando così il cosiddetto fenomeno della destagionalizzazione.

Per non parlare del turismo enogastronomico, che ormai porta migliaia di turisti, soprattutto coppie, alla ricerca delle eccellenze di un territorio, dei suoi prodotti artigianali, ancor meglio se a produzione limitata, di ristoranti e trattorie tipici, di cantine storiche e mercatini locali, seguendo itinerari poco frequentati.


Ma il segmento che per ovvie ragioni denota ultimamente un incremento ancor più rilevante è rappresentato da coloro che approfittano delle vacanze per calarsi nella natura, utilizzando mezzi di trasporto ecologici…i piedi - l’Italia è attraversata da una fitta rete di percorsi storici -, la bicicletta, il cavallo, la barca a vela, nel pieno rispetto dell’ambiente, oppure privilegiando soggiorni open air, oggi davvero esperienze uniche: pensiamo alle strutture più innovative, come le case sugli alberi, le palafitte, le grotte, le botti, gli alloggi galleggianti su fiumi e canali, e al glamping, l’ultima evoluzione glamour del camping, che prevede il soggiorno in tende confortevoli ed ecologiche in luoghi isolati o in camere all’aperto, coperte da bolle trasparenti per ammirare il cielo notturno.


Sono solo alcuni esempi di un modo diverso di concepire la vacanza, che, come abbiamo detto all’inizio, ora si sovrappone perfettamente alle nuove esigenze di sicurezza e di benessere psico-fisico.


E’ a questi nuovi turismi che la ricettività extralberghiera può puntare nel prossimo futuro con un’offerta mirata, forte della sua presenza in luoghi spesso estranei alle rotte di grido, alla sua flessibilità e disponibilità in periodi di bassa stagione, alla promessa di autonomia e di privacy, in sintesi, grazie alla sua capacità di intercettare le tendenze più attuali.


Per quanto giustificata in questa fase, la politica del taglio delle tariffe potrà essere premiante nel breve termine, ma porterà inevitabilmente ad una perdita di immagine e al peggioramento della qualità della struttura e dei servizi, vista la minore disponibilità di risorse; il che equivarrà col tempo ad una clientela scontenta, meno numerosa e qualificata.


Per approfondimenti il mio manuale qui sotto.



18 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
sfondo.gif